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  • Avv. Andrea Guetta

PATTI PREMATRIMONIALI IN ITALIA? FORSE NEL 2020 - RIFORMA DEL CODICE CIVILE


Ecco il testo che sta esaminando la II Commissione Giustizia per la possibile proposta di riforma del codice civile:


PROPOSTA DI LEGGE

ART. 1. 1. Al quarto comma dell’articolo 156 del codice civile, dopo le parole: « che pronunzia la separazione » sono inserite le seguenti: « , in mancanza di accordi stipulati ai sensi dell’articolo 162-bis ».

ART. 2. 1. Dopo l’articolo 162 del codice civile è inserito il seguente: « ART. 162-bis. – (Accordi prematrimoniali). – I futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare, con la forma prevista dall’articolo 162, ovvero mediante convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, accordi prematrimoniali volti a disciplinare i rapporti dipendenti dall’eventuale separazione personale e dall’eventuale scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Gli accordi prematrimoniali riguardanti i figli minori o economicamente non autosufficienti devono essere autorizzati dal procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162. Qualora il procuratore della Repubblica ritenga che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, ne indica i motivi e invita le parti a un’eventuale riformulazione. Qualora non ritenga autorizzabile neppure la versione eventualmente riformulata, nega definitivamente l’autorizzazione. Negli accordi prematrimoniali un coniuge può attribuire all’altro una somma di denaro periodica o una somma di denaro una tantum ovvero un diritto reale su uno o più immobili, anche con il vincolo di destinare, ai sensi dell’articolo 2645-ter, i proventi al mantenimento dell’altro coniuge o al mantenimento dei figli fino al raggiungimento dell’autosufficienza economica degli stessi. In ogni caso ciascun coniuge non può attribuire all’altro più di metà del proprio patrimonio. Gli accordi prematrimoniali possono anche contenere la rinuncia del futuro coniuge al mantenimento da parte dell’altro, fatto salvo il diritto agli alimenti ai sensi degli articoli 433 e seguenti. Tramite gli accordi prematrimoniali un coniuge può anche trasferire all’altro coniuge o a un terzo beni o diritti destinati al mantenimento, alla cura o al sostegno di figli disabili per la durata della loro vita o fino a quando permane lo stato di bisogno, la menomazione o la disabilità. Le parti possono stabilire un criterio di adeguamento automatico del valore delle attribuzioni patrimoniali predisposte con gli accordi prematrimoniali. Con gli accordi prematrimoniali, in deroga al divieto dei patti successori e alle norme in materia di riserva del coniuge legittimario, possono essere previste anche norme per la successione di uno o di entrambi i coniugi, fatti salvi i diritti degli altri legittimari. Alla modificazione degli accordi prematrimoniali si procede con le forme previste dal primo comma. Gli accordi prematrimoniali possono essere stipulati o modificati dai coniugi anche durante il matrimonio e comunque prima del deposito del ricorso per separazione personale, ovvero prima della sottoscrizione della convenzione di negoziazione assistita ovvero della conclusione dell’accordo di cui, rispettivamente agli articoli 6 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162. I ricorsi di separazione personale e di divorzio devono contenere il riferimento agli accordi prematrimonali. Atti Parlamentari —7— Camera dei Deputati — 2669 XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI Per l’opponibilità ai terzi degli accordi prematrimoniali, si applica il quarto comma dell’articolo 162 del presente codice ovvero, nel caso in cui gli accordi stessi siano stati conclusi mediante accordo di negoziazione assistita da uno o più avvocati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalle legge 10 novembre 2014, n. 162, intendendo sostituito il notaio rogante con l’avvocato o con gli avvocati che hanno assistito i coniugi nella procedura di negoziazione assistita.

ART. 3. 1. Dopo l’articolo 6 della legge 1o dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, è inserito il seguente: « ART. 6-bis. – 1. Il tribunale adito, nel pronunciare con sentenza lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, dispone in conformità agli accordi prematrimoniali di cui all’articolo 162-bis del codice civile ».

ART. 4. 1. Al primo comma dell’articolo 156 del codice civile, dopo le parole: « pronunziando la separazione, » sono inserite le seguenti: « dispone in conformità agli accordi prematrimoniali di cui all’articolo 162-bis; in mancanza di contrario accordo prematrimoniale ». ART. 5. 1. Al comma 1 dell’articolo 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74, dopo la parola: « provvedimenti » sono inserite le seguenti: « , compresi gli accordi prematrimoniali di cui all’articolo 162-bis del codice civile, ».


E' chiara l'intenzione del legislatore di voler in qualche modo aggiornarsi all'ordinamento giuridico angloamericano, forse proseguendo il risultato della diminuzione dei contenziosi in caso di separazione e divorzio.


Questa proposta di legge sarà soggetta a molte modifiche dato che va in contrasto con molti principi cardini del nostro ordinamento conservatore come il divieto dei patti successori e di disporre di beni futuri.


Staremo a vedere cosa avverrà quando e se sarà approvata questa modifica del codice civile ma è chiaro che l'innovazione non è sempre un rimedio. Pertanto non commentiamo oltre la proposta di legge e limitiamoci ad osservare in futuro come cambierà questo testo.




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